giovedì, novembre 30, 2006
giovedì, agosto 17, 2006
venerdì, agosto 12, 2005
sabato, aprile 30, 2005
giocatore.splinder.com
Come dire, da Player a Giocatore, il vecchio principio d'identità parmenideo "L'essere è".....
Insomma, da oggi sono "giocatore": mi trovate al link qui sopra, senza grandi cambiamenti.
Intanto, la bella notizia della pubblicazione dell'ultima uscita pubblica da "Player":
il racconto "Accordi"
Insomma, da oggi sono "giocatore": mi trovate al link qui sopra, senza grandi cambiamenti.
Intanto, la bella notizia della pubblicazione dell'ultima uscita pubblica da "Player":
il racconto "Accordi"
venerdì, aprile 29, 2005
29 di 29: sipario
“Ho aperto per caso questa stanza: dedicata impropriamente ai giochi linguistici. Al centro della stanza c'è un "Parola liberatrice": la osservo senza comprenderla. Il rumore di fondo è un'onda rosa, è un antirumore che annulla tutto i rumori e toglie il sonno.”
Ma mentre Matteo (io?) preseguiva e prosegue serafico e imperturbabile nell’esposizione delle sue “osservazioni sul mondo al tempo dei blog”, sospese tra aspirazione elzeviristica e libertà ludolinguistica, Player giocava (per definizione) con molta più interattività e gusto con i suoi lettori. Ecco, la fortuna di questa voce sono stati, come è facile capire, i suoi lettori: chi l’ha contraddetto, chi l’ha elogiato, chi l’ha blandito, chi l’ha sbeffeggiato, chi l’ha coccolato, chi lo ha valorizzato e promosso, chi lo ha stanato dall’anonimato leggero, “di piuma”, coinvolgendolo in bellissime corrispondenze e-mail. Ho avuto la fortuna di avere lettori davvero fantastici per le noiose battute che ho fatto recitare al mio buon Player nell’arco di questo suo anno di vita. La ricchezza ed il vero divertimento di questa esperienza comunicativa siete stati voi che vi ritrovate, qui ed ora, come in appuntamento sul calendario virtuale delle vostre quotidiane peregrinazioni in rete, a salutare il topos letterario dello “s-mascheramento”. Quante volte l’avrò detto: velarsi per svelarsi meglio (sarà mica il dis-velamento dell’Essere?). Che altro dire…..che fine farà Player? Beh, è un personaggio e un po’ mi ci sono affezionato (conatus se servandi, si potrebbe dire….) quindi emigrerà su un’altra piattaforma, sotto altro nome (a partire da domani qui si troverà il nuovo link) per continuare a dire le solite cose, le solite citazioni, i soliti “giochi linguistici”, con e senza trucco.
Titoli di coda (da leggere sorridendo e, mi raccomando, ascoltando “When your smiling” cantata da Louis Armstrong, che a Matteo piace tanto….) :
Nel maggio dell’anno scorso iniziavo, con queste parole, a far parlare un personaggio chiamato “Player”; quasi un anno prima avevo iniziato a tenere regolarmente un blog sulla piattaforma di Tiscali intitolato “Colti Sbagli” (che è un anagramma, appunto, di Tiscali Blog).
Col passare dei mesi, il mio blog “principale” ampliava i confini del raccontare e dell’esprimere quel che vedo, che faccio, che penso. Ed ampliava, al contempo, i suoi quattro lettori oltre la cerchia degli amici e dei familiari. Ammaliato dalle possibilità espressive date dalla gestione di una “maschera” fatta d’un materiale a densità differentemente variabile rispetto alla mia abituale (le abitudini che ci rivestono come abiti), ho “creato” Player: ho preso dei pezzi della mia formazione, alcuni tratti del mio carattere ed altri da quel grande eccentrico di Wittgenstein per andare qua e là tra i blog (pochissimi, invero) a pontificare sulla morale e la scrittura. Ho cercato di coltivare l’insoddisfazione nei confronti di me stesso (e dell’immagine di me stesso riflessa nel mio blog “pubblico”) come combustibile per l’espressività della scrittura di Player (che poi è una scrittura “alla Player”, poiché la maschera che mi sono costruito non è un’identità ma una modalità d’espressione).
Col passare dei mesi, il mio blog “principale” ampliava i confini del raccontare e dell’esprimere quel che vedo, che faccio, che penso. Ed ampliava, al contempo, i suoi quattro lettori oltre la cerchia degli amici e dei familiari. Ammaliato dalle possibilità espressive date dalla gestione di una “maschera” fatta d’un materiale a densità differentemente variabile rispetto alla mia abituale (le abitudini che ci rivestono come abiti), ho “creato” Player: ho preso dei pezzi della mia formazione, alcuni tratti del mio carattere ed altri da quel grande eccentrico di Wittgenstein per andare qua e là tra i blog (pochissimi, invero) a pontificare sulla morale e la scrittura. Ho cercato di coltivare l’insoddisfazione nei confronti di me stesso (e dell’immagine di me stesso riflessa nel mio blog “pubblico”) come combustibile per l’espressività della scrittura di Player (che poi è una scrittura “alla Player”, poiché la maschera che mi sono costruito non è un’identità ma una modalità d’espressione).
Ma mentre Matteo (io?) preseguiva e prosegue serafico e imperturbabile nell’esposizione delle sue “osservazioni sul mondo al tempo dei blog”, sospese tra aspirazione elzeviristica e libertà ludolinguistica, Player giocava (per definizione) con molta più interattività e gusto con i suoi lettori. Ecco, la fortuna di questa voce sono stati, come è facile capire, i suoi lettori: chi l’ha contraddetto, chi l’ha elogiato, chi l’ha blandito, chi l’ha sbeffeggiato, chi l’ha coccolato, chi lo ha valorizzato e promosso, chi lo ha stanato dall’anonimato leggero, “di piuma”, coinvolgendolo in bellissime corrispondenze e-mail. Ho avuto la fortuna di avere lettori davvero fantastici per le noiose battute che ho fatto recitare al mio buon Player nell’arco di questo suo anno di vita. La ricchezza ed il vero divertimento di questa esperienza comunicativa siete stati voi che vi ritrovate, qui ed ora, come in appuntamento sul calendario virtuale delle vostre quotidiane peregrinazioni in rete, a salutare il topos letterario dello “s-mascheramento”. Quante volte l’avrò detto: velarsi per svelarsi meglio (sarà mica il dis-velamento dell’Essere?). Che altro dire…..che fine farà Player? Beh, è un personaggio e un po’ mi ci sono affezionato (conatus se servandi, si potrebbe dire….) quindi emigrerà su un’altra piattaforma, sotto altro nome (a partire da domani qui si troverà il nuovo link) per continuare a dire le solite cose, le solite citazioni, i soliti “giochi linguistici”, con e senza trucco.
Titoli di coda (da leggere sorridendo e, mi raccomando, ascoltando “When your smiling” cantata da Louis Armstrong, che a Matteo piace tanto….) :
un grazie di cuore ad Alessandra, a Bleusouris, ad Untitled_io, a Demetrio, a Mauro, ad Elisabetta (che mi ha “scoperto” per prima), a Matisse, a Max, alla SignoraFranca (alla quale ho fatto da Sparring Partner), a Macramé, a Malemele, Ecate, Dadaumpa, Insolitacommedia, a Mitì, a Effe, Aganda, grazie a tutti quelli che ora dimentico e che mi perdoneranno, grazie anche a chi non mi perdonerà e grazie anche tutti i miei confratelli “Anonymous said” che sono passati di qua.
Arrivederci, da Player ed anche da Matteo: “Dica loro che ho avuto un blog meraviglioso”
Arrivederci, da Player ed anche da Matteo: “Dica loro che ho avuto un blog meraviglioso”
giovedì, aprile 28, 2005
28 di 29
"Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore."
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore."
Molte volte ho pensato a cosa avrei fatto, cosa sarei stato in altri tempi. Mi sono specchiato, scappando a gambe levate, nelle vite dei miei antenati, a partire dai miei nonni. Ho sacro rispetto per il passato che mi ha generato.
mercoledì, aprile 27, 2005
27 di 29
La nascita e la persistenza della voce che si chiama “Player”, è stata determinata proprio da un movimento siffatto: tutto quello che non trovava spazio nell’alter ego, sia nella sua forma blogghistica sia nella sua vita in 3D, ha trovato spazio in questo personaggio, che pure m’appartiene come “partizione” della personalità. Non è che il sostrato di Player sia diverso dal mio, o dal quello del suo Jakyll: no, i valori, le inclinazioni, le paure, i pregiudizi (ecco, soprattutto i pre-giudizi) sono gli stessi. Quel che cambia è l’espressività, i modi d’espressione di questi pregiudizi. Io potrei vestirmi da Player, parlare con il suo accento, imitarne la camminata sghemba, le spalle strette in giacche strette, lo sguardo insofferente. Ma è il concetto stesso di “vita quotidiana” che è inapplicabile a Player. Spesso ho usato la similitudine letteraria di Jekyll ed Hyde perché è un’immagine molto potente di un tema ancestrale, in letteratura e nella vita: il tema del “doppio”. Come si vede, Player è condannato ad un uso smodato di virgolette, praticando in continuazione ed ossessivamente la differenza tra uso e menzione di un segno. Tutti questi nostri blog camminano costantemene sul filo dell’inaridimento espressivo, impegnati come sono in una giostra di linguaggi e meta-linguaggi, e meta-meta linguaggi. Il mio blog di Player è un blog “alla Player”, un parlare “in maschera” (un cantare in maschera, che è una modalità del cantante lirico)....
(tratto dall'intervista doppia curata da Elisabetta)
Il concetto da studiare è, dunque, quello di "identità liquida": nessun blog firmato con nomecognome è meno fittizio di quelli anonimi, dal punto di vista identitario.


